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IIIDOMENICA DI PASQUA ANNO B

Sant’Agostino

Come avete sentito, il Signore dopo la sua risurrezione apparve ai suoi discepoli e li salutò dicendo: La pace sia con voi.·Ecco la pace é il saluto della salvezza, poiché lo stesso termine “salute” prende il nome dalla salvezza. Che c’è dunque di meglio del fatto che la stessa Salvezza saluti l’uomo? La nostra salvezza infatti é Cristo. Proprio lui è la nostra salvezza, lui che fu per noi coperto di ferite, inchiodato sul legno della croce e poi deposto dal legno, fu posto nel sepolcro. Dal sepolcro però risorse con le ferite risanate, ma conservando le cicatrici. Giudicò infatti fosse utile per i suoi discepoli che fossero conservate le sue cicatrici, perché venissero guarite con esse le ferite del loro cuore. Quali ferite? Le ferite dell’incredulità. Poiché egli apparve ai loro occhi mostrando la sua carne reale, ma essi credettero di vedere uno spirito. […] Ma che cosa dice il Signore Gesù? Perché siete turbati e nel vostro cuore sorgono tali pensieri? Se nel vostro cuore sorgono tali pensieri, essi provengono dalla terra. Ciò ch’è bene per l’uomo non è già che dei pensieri si elevino nel suo cuore, ma che il suo cuore ascenda in alto, dove l’Apostolo voleva mettere il cuore dei credenti, ai quali diceva: Se siete risorti con Cristo, pensate alle cose del cielo, dove Cristo è assiso alla destra di Dio; cercate le cose del cielo, e non quelle della terra. Voi infatti siete già morti e la vostra vita è  nascosta con Cristo in Dio!  Quando apparirà Cristo, ch’è la vostra vita, allora anche voi apparirete nella gloria insieme con lui (Col 1, 3 ss). In quale gloria? In quella della risurrezione. In quale gloria? Ascolta l’Apostolo, il quale, a proposito di questo corpo, afferma:  È seminato nel disonore, ma risorgerà nella gloria (1 Cor 15, 43). Gli Apostoli non volevano attribuire questa gloria al loro Maestro; al loro Cristo, al loro Signore; non credevano che avesse potuto risuscitare il suo corpo dal sepolcro; lo credevano uno spirito, eppure vedevano il corpo ma non prestavano fede ai propri occhi. Noi invece crediamo alla loro parola senza che ci mostrino il Cristo risuscitato. Ecco, a Cristo in persona, che faceva vedere se stesso, non credevano. Ferita funesta! Si mostrino le medicine per le cicatrici. Perché siete turbati e pensieri di dubbio sorgono nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, ove fui inchiodato. Toccatemi e guardate. Ma voi guardate senza guardare: Toccatemi e guardate. Che cosa? Che uno spirito non ha né ossa né carne, come  vedete che ho io. E dicendo ciò mostrò loro le mani e i piedi.

Ma essi erano ancora esitanti a credere, stupefatti per la gioia. C’era già la gioia; ma persisteva ancora l’esitazione della voce. S’era infatti avverato un fatto incredibile, ma tuttavia s’era avverato? È forse ora incredibile che il corpo del Signore è risorto dal sepolcro? Lo ha creduto tutto il mondo; chi però non ha creduto è rimasto immondo. Allora tuttavia era un fatto incredibile, e da Cristo veniva mostrato non solo agli occhi ma ancora alle mani, al fine di far entrare nel cuore la fede mediante i sensi del corpo e in tal modo potesse essere annunciato per tutto il mondo a coloro che non avrebbero visto o toccato e tuttavia avrebbero creduto senza avere dubbi. Avete qui – disse – qualcosa da mangiare? Quante prove aggiunse per confermare la fede il buon Maestro della fede! Non aveva fame, eppure chiedeva da mangiare. Egli quindi mangiò perché ne aveva volontà, non perché ne avesse necessità. I discepoli dunque riconoscano la realtà del corpo, come lo riconobbe il mondo grazie alla loro predicazione […]

Mostrò dunque se stesso ai discepoli. Che vuol dire se stesso? Vuol dire: il capo della propria Chiesa. La Chiesa, destinata ad essere diffusa per tutto il mondo, da lui era preveduta; dai discepoli invece ancora non era veduta. Mostrava il capo, ma prometteva il corpo. Che cosa infatti soggiunse in seguito? Proprio questa vi dicevo quando ero ancora con voi […] che si doveva compiere tutto ciò ch’era stato scritto di me nella Legge; nei profeti e nei Salmi. Vi dicevo che doveva compiersi, tutto. Allora aprì ad essi l’intelligenza. Vieni dunque, Signore, fà delle chiavi; apri la nostra mente per farci capire. Ecco; tu dici tutto, ma non sei creduto. Sei ritenuto un fantasma, vieni toccato, vieni urtato e ancora sono esitanti nella fede quelli che ti toccano. Richiami alla loro mente le Scritture, ma essi non capiscono ancora, i cuori sono chiusi, ma tu apri ed entra. Fece così: Ad essi aprì allora l’intelligenza. Apri Signore, e apri il cuore a chi dubita di Cristo, apri l’intelligenza a chi crede che Cristo fosse un fantasma. Allora  aprì la loro mente all’intelligenza delle Scritture. Poi disse loro. Che cosa? Così doveva accadere. Così infatti sta scritto e così doveva accadere. Che cosa? Che Cristo patisse e risorgesse il terzo giorno. Videro ciò, videro Cristo patire, lo videro pendere sulla croce, lo videro presente e vivente dopo la risurrezione. E allora, che cosa non vedevano? Non vedevano il suo corpo, cioè la Chiesa. Vedevano lui, ma non vedevano lei. Vedevano lo sposo, ma la sposa invece era ancora nascosta. Faccia la promessa relativa ad essa. Così sta scritto e così era necessario che Cristo patisse ma risorgesse al terzo giorno dai morti. Ciò è detto dello sposo. Che cosa è detto della sposa? Nel suo nome vengano predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Ecco che cosa i discepoli non vedevano ancora; ancora non vedevano la Chiesa diffusa tra tutti i popoli a cominciare da Gerusalemme.

Cfr., Discorso 116, 1-3. 5-6

 

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