Qarta Polis

1 Pt. 1,10-12

GRECO LATINO ITALIANO
10 περὶ ἧς σωτηρίας ἐξεζήτησαν καὶ ἐξηραύνησαν προφῆται οἱ περὶ τῆς εἰς ὑμᾶς χάριτος προφητεύσαντες  10 De qua salute exquisierunt, atque scrutati sunt prophetæ, qui de futura in vobis gratia prophetaverunt : 1,10 Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata
11 ἐραυνῶντες εἰς τίνα ἢ ποῖον καιρὸν ἐδήλου τὸ ἐν αὐτοῖς πνεῦμα Χριστοῦ προμαρτυρόμενον τὰ εἰς Χριστὸν παθήματα καὶ τὰς μετὰ ταῦτα δόξας.  11 scrutantes in quod vel quale tempus significaret in eis Spiritus Christi : prænuntians eas quæ in Christo sunt passiones, et posteriores glorias : 1,11 cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguirle.
12 οἷς ἀπεκαλύφθη ὅτι οὐχ ἑαυτοῖς, ὑμῖν δὲ διηκόνουν αὐτὰ ἃ νῦν ἀνηγγέλη ὑμῖν διὰ τῶν εὐαγγελισαμένων ὑμᾶς ἐν πνεύματι ἁγίῳ ἀποσταλέντι ἀπ᾿ οὐρανοῦ, εἰς ἃ ἐπιθυμοῦσιν ἄγγελοι παρακύψαι.  12 quibus revelatum est quia non sibimetipsis, vobis autem ministrabant ea quæ nunc nuntiata sunt vobis per eos qui evangelizaverunt vobis, Spiritu Sancto misso de cælo, in quem desiderant angeli prospicere. 1,12 E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo.

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1 Comment

  1. Suor Marie Thérèse 20 Aprile 2023

    «lo Spirito di Cristo che era in loro». Questa brevissima indicazione di Pietro è colma di implicazioni. Nei profeti parlava lo Spirito di Cristo, cioè è Cristo ad aver ispirato le parole dei profeti; la Scrittura parla di Cristo, ma è Cristo che ha ispirato quelle parole, quindi è Cristo che parla di sé.

    La Scrittura è unitaria; sembra frammentaria, ma se uno legge con attenzione, parla tutta di Cristo: del mistero di Cristo o del disegno del Padre compendiato in Cristo, come dicono san Paolo e san Giovanni: «tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste » e «Per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibil… Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui» .

    «E fu loro rivelato». Essi cercarono di indagare, ma fu loro rivelato. Il rapporto tra indagare e rivelare è il rapporto che intercorre tra fede e ragione; la ragione indaga ed arriva fino ad un certo punto ed è giusto che indaghi, ma poi è la fede che rivela.
    E cosa rivela? Rivela che, come dice Pietro a Pentecoste, i destinatari di questa salvezza sono, prima di tutto, i Giudei della diaspora e poi successivamente, per così dire, anche, i Gentili, nella misura in cui entrano a far parte di questo popolo con il Battesimo e con la adesione alla predicazione Apostolica. I profeti, dunque, erano «ministri», che vuol dire “servi” «di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo» .

    «cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo».
    Questa espressione, così piccola, è in realtà colma di significato; dice che gli angeli stessi desiderano fissare lo sguardo sulle cose annunziate, cioè il Mistero di Cristo e del Suo Corpo che è la Chiesa, come dire, in altre parole, che gli angeli dal Cielo si affacciano, per vedere che cosa facciamo noi, Chiesa, qui sulla terra. Lo dice anche Paolo nella Lettera agli Efesini: «A me, che sono l’infimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo, e di far risplendere agli occhi di tutti qual è l’adempimento del mistero nascosto da secoli nella mente di Dio, creatore dell’universo, perché sia manifestata ora nel cielo, per mezzo della Chiesa, ai Principati e alle Potestà la multiforme sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, il quale ci dá il coraggio di avvicinarci in piena fiducia a Dio per la fede in lui».

    È manifestata ora nel cielo, per mezzo della Chiesa ai principati ed alle potestà la multiforme sapienza di Dio che da dei peccatori trae fuori dei santi. Da noi, che siamo nella sua Chiesa, tutti diversi, tutti accomunati umanamente da quasi nulla, misteriosamente divinamente ci fa divenire Corpo del suo Figlio, una sola cosa con Cristo. E gli angeli in cielo sono lì che guardano stupiti come fa, come dice anche un bellissimo Inno di Pasqua: «Opus stupent et ángeli, pœnam vidéntes córporis, Christóque adhæréntem reum vitam beátam cárpere».

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