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I DOMENICA D’AVVENTO ANNO A

Sant’Agostino

Noi, o fratelli, siamo cristiani e ci proponiamo tutti di percorrere un cammino, ma anche se non ce lo proponessimo, di fatto lo percorriamo perché lo scorrere del tempo sospinge tutti quelli che vengono in questa vita a procedere oltre, e non permette a nessuno di restare qui. Non è concesso di indugiare pigramente: si deve camminare se non si vuol essere trascinati via. Su questo nostro cammino a un bivio ci si è fatto incontro un uomo: ma non è un uomo, è Dio, che per gli uomini si è fatto uomo. Egli ci ha detto: Non incamminatevi per la via di sinistra: essa si presenta facile e piana, piena di delizie, è larga e battuta da molti, ma conduce alla morte. C’è invece un’altra via che presenta difficoltà, fatiche, angustie, asprezze in gran numero: essa non solo è priva di piaceri, ma offre scarsi conforti umani. Incamminandovi su di essa, incontrerete difficoltà che potrete però superare presto, e giungerete così alla vetta del gaudio, vincendo quelle insidie da cui per altra via nessuno può scampare.

Se ripercorriamo il passato leggendo le sacre Scritture, troviamo che quell’uomo che si è fatto incontro a noi è il Verbo di Dio, Verbo in persona che poi si è fatto uomo e ha abitato fra noi. Prima di farsi uomo e abitare fra noi egli aveva parlato per mezzo dei Profeti […]

O miei fratelli, a coloro che non credono, che non ascoltano la voce dei santi Padri, capiterà quello che capitò al tempo di Noè quando di tutta quella gente si salvarono solo quelli che erano entrati nell’arca. Se adesso costoro riflettessero e si allontanassero dalla via dell’empietà, convertendosi al nostro Signore, dandogli soddisfazione dei propri peccati e implorando la sua misericordia, avrebbero da lui il perdono delle proprie colpe e certo si salverebbero. Fu misericordioso Dio verso Ninive che con tre giorni di penitenza ottenne di essere salvata. Se pur brevissimo era lo spazio di tre giorni loro concesso, essi non disperarono che Dio nella sua misericordia non si piegasse a clemenza. Se dunque una città così grande ebbe tre giorni di tempo per ottenere la misericordia di Dio, immenso davvero fu lo spazio di cento, duecento, trecento anni in cui si andò costruendo l’arca.

Da quando poi Cristo cominciò a tagliare dalla selva dei popoli, cioè della Chiesa, legna incorruttibile per l’arca della salvezza eterna certo gli uomini riuscirebbero a salvarsi, se mutassero via e vita, se offrissero a Dio il sacrificio del loro cuore tribolato. Temano dunque gli uomini di farsi trovare non convertiti nel giorno terribile del giudizio. E noi, fratelli, da parte nostra impegniamoci a convertirci dalle vie del male e a mutare il nostro modo di vita finché abbiamo tempo di farlo, perché non ci sorprenda impreparati quel giorno: non mente mai colui che ne ha annunciato la venuta, e non se ne può dubitare: è la Verità. Fu così anche al tempo di Noè: Mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece perire tutti. Essi ponevano la loro speranza in questo mondo e cercavano una sicurezza di vita, ma al di fuori della regione della sicurezza: e si salvarono solo quelli che erano entrati nell’arca.

Cfr., Discorso 346/A, 1. 3

 

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