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I DOMENICA DI AVVENTO ANNO C

Eusebio di Cesarea

Ci saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle. In tale tempo, infatti, quando avverrà il compimento della vita mortale e  passerà la scena di questo mondo, secondo la parola dell’Apostolo, avverrà all’improvviso la nuova era. Al posto di tutti i luminari visibili che fanno luce nel mondo precedente, da allora in avanti risplenderà e apparirà il nostro Salvatore, Capo e Astro, e si stabilirà come Re del nuovo mondo.

Sarà tanto grande la potenza della sua divinità e insuperabile la sua gloria, che il sole presente, la luna e gli altri luminari che sono nel cielo saranno nascosti per la vicinanza con il Luminare più potente e saranno coperti dalla sua gloria […]

Le potenze dei cieli saranno sconvolte. Quando sopraggiungerà infatti il Figlio di Dio con potenza e molta gloria, quando starà per rendere inoperosa la tirannide empia e superba del figlio della perdizione con la manifestazione della sua presenza, e quando starà per consumarlo con lo spirito della sua bocca, allora le potenze dei cieli saranno sconvolte; quando gli spiriti celesti e divini e gli esseri angelici che sono liturghi di Dio e che scortano il Figlio di Dio si faranno presenti insieme a lui, allora si adempirà la parola: Alzate, o principi, le vostre porte, ed entrerà il re della gloria (Sal 23,7). E dove entrerà se non nel nuovo mondo? […]

Lo stesso Salvatore insegnò a supplicare affinché tale regno giunga rapidamente, ordinando di dire nella preghiera: “Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo, così in terra”. Passando così le cose corruttibili e corporee, sopraggiungeranno quelle intellegibili e celesti; quando il regno che non si può scuotere  darà inizio al mondo che non passerà più, ed avrà esistenza la nuova terra secondo il profeta che ha detto: Ci sarà un cielo nuovo e una terra nuova, che io farò perché rimanga al mio cospetto, dice il Signore (Is 55, 17)  […]

Quando queste cose cominceranno ad accadere, sollevate il capo e levate le vostre teste. Dice queste cose ai discepoli, non come se essi fossero destinati a vivere e rimanere in vita fino alla consumazione del mondo, ma parlando a noi e a loro come facenti parte di un solo corpo, insieme anche a coloro che in seguito crederanno in lui, fino alla fine del tempo, e che a causa sua furono umiliati nella vita presente. Allora certo, ottenendo le promesse nelle quali sperammo, noi, un tempo incurvati, solleveremo la testa, e noi, prima umiliati, alzeremo i nostri capi.

Quella infatti sarà la nostra redenzione attesa con impazienza, quella che anche tutta la creazione attende con impazienza, secondo l’insegnamento apostolico, e che, anche Paolo, aspettando, geme, mentre compie il suo servizio alle parole di salvezza […]

Opportunamente certo dice:  E allora vedranno il Figlio dell’uomo che viene in una nube nella gloria. Mettila a confronto con la profezia di Daniele (cfr. Dn 7, 13), attraverso la quale è contemplato il Figlio dell’uomo e la nube e il regno che gli sarà dato. Allora però un solo profeta portavoce di Dio, per lo spirito divino, contemplava ciò che stava per accadere; ma nel tempo della consumazione del mondo tutti, come dice il Salvatore, lo vedranno venire nella nube con una grande potenza apportatrice della vita e della luce del nuovo mondo, e con molta gloria, la gloria evidentemente, della divinità paterna.

E quando accadranno queste cose? Quando saranno compiuti i tempi delle genti. Quando sarà passato il tempo stabilito già definito per le genti, allora ci saranno i segni del compimento del mondo […]

State attenti a voi stessi che non accada che i vostri cuori siano appesantiti dall’ebbrezza.  Ammonisce i discepoli ad essere sempre pronti, preparati per la sua venuta, riguardo alla quale egli stesso, esortando noi tutti, diceva parole di insegnamento; ordina di essere sobri e di vigilare, e di vegliare per tutta la notte della vita mortale, per il fatto che a nessuno è noto il momento della fine.

Ma voi, certo, dice, dovete guardarvi dal peso che viene da quaggiù, affinché possiate essere sobri, perché non sopraggiunga su di voi imprevisto il giorno, riguardo al quale il santo Apostolo ci esorta scrivendo: Fratelli, sappiate con certezza, che il giorno del Signore viene come un ladro nella notte. E quando diranno: pace e sicurezza, allora improvvisa giungerà su di loro la rovina. Ma voi non siete nelle tenebre, affinché tal giorno vi sorprenda come un ladro. Tutti voi infatti siete figli della luce e figli del giorno (1Ts 5, 2). Dobbiamo dunque vigilare non solo per la venuta senza rumore e inaspettata del padrone, ma anche a causa del ladro che ci insidia. Il ladro è il momento della fine di ciascuno oppure anche l’angelo che deve ricevere l’anima di ciascuno. Infatti la presenza del Signore sopraggiungerà come un laccio su tutti coloro che sono sulla terra: quelli che staranno attenti a se stessi saranno salvati, come gazzelle dalle corde e come un uccello dal laccio; quelli invece appesantiti dall’ubriachezza, sonnecchianti in un torpore mortale, cadranno in un inaspettato pericolo.

Vegliate dunque pregando in ogni tempo. Accordandosi a queste parole l’Apostolo diceva: Perciò prendete l’armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e dopo aver compiuto tutto, stare saldi. State dunque saldi, cinti i vostri fianchi nella verità (Ef 6, 13).

Cfr., Commentari su Luca, cap. 21 passim

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