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NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO ANNO B

Teofilatto di Bulgaria

Il Signore, rispondendo che il suo regno non è di questo mondo corregge due errori. Innanzitutto insegna a Pilato che si renda conto che non è un semplice uomo, né appartiene a questo mondo, ma che è Dio e Figlio di Dio. Poi annulla il sospetto di aspirare al suo potere. Infatti il mio regno non è di questo mondo e quindi non temermi come un tiranno o un sedizioso. Se il mio regno fosse di questo mondo i miei servi certamente avrebbero combattuto affinché non fossi consegnato ai Giudei. Qui mostra la debolezza dei regni presenti, perché traggono forza dai servi. Il regno che viene dall’alto invece basta a se stesso, non ha bisogno di nulla é […] Il suo regno non è  dal mondo, ma celeste e prima dei secoli e non da qui, cioè non costituito da cose terrene, anche se certamente anche qui comanda e regna[…]

Quando Pilato ha interrogato il Signore, per sapere se fosse re: Io, dice, per questo sono nato, per essere re. Questo lo possiedo per natura, poiché sono nato dal Padre: lo stesso fatto di essere nato da chi è Re, attesta che sono Re. E così, quando senti che il Padre ha dato al Figlio la vita e il giudizio (cfr. Gv 5, 26) e tutte le altre cose, intendi quell’aver dato con il fatto di averlo generato, per cui possiede la vita e il giudizio in quanto è naturale che il Figlio abbia tutto ciò che è  proprio della natura del Padre. «E per questo sono venuto nel mondo, per rivelare e insegnare e persuadere tutti gli uomini che sono Re e Signore». Volendo attirare a questo anche Pilato, affinché accolga le sue parole, dice: Chiunque è dalla verità. Ascolta la mia voce. Così anche tu, o Pilato, se sei figlio della verità e la desideri, ascolterai la mia voce, e crederai che io sono re, non tale quali sono quelli di questo mondo, né avendo conquistato un regno, ma per natura, avendolo ricevuto insieme con l’essere generato da Colui che è Dio e Re.

Cfr., Commento al Vangelo di Giovanni XVIII

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