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XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO B

Sant’Agostino

II brano del Vangelo che poc’anzi è risuonato alle nostre orecchie richiede piuttosto chi l’ascolti e lo metta in pratica anziché uno che lo spieghi. Che c’è più chiaro di queste parole di luce: Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti? Che cosa devo dire allora? Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti. Chi c’è che non vorrebbe la vita? e tuttavia chi è che vorrebbe osservare i comandamenti? Se non vuoi osservare i comandamenti, perché cerchi la vita? Se tu sei pigro nel fare il bene, perché ti affretti a ricevere il premio? Quel giovinetto ricco aveva affermato d’aver osservato i comandamenti, ma si sentì dire precetti più elevati: Se vuoi essere perfetto, ti manca una sola cosa; va’ a vendere tutto quello che hai e ciò che ricaverai dallo ai poveri, poiché non lo perderai ma avrai un tesoro nel cielo. Poi vieni e seguimi. Che cosa infatti potrebbe giovarti, se lo facessi e poi non mi seguissi? Ma quello se ne andò triste e mesto, come avete sentito, poiché aveva molte ricchezze. Ciò che sentì quel giovane, l’abbiamo sentito anche noi. La bocca di Cristo è il Vangelo. Egli siede in cielo, ma non cessa di parlare sulla terra. Cerchiamo di non essere sordi: poiché egli parla con voce potente. Cerchiamo di non essere come dei morti, poiché la sua voce è un tuono. […]  Vuoi avere i beni e tu non vuoi essere buono: la tua vita è in contraddizione con i tuoi desideri! Se è un gran bene avere una buona casa di campagna, quanto gran male è avere un’anima cattiva?

I1 ricco se ne andò via rattristato, e il Signore disse: Quanto è difficile che un ricco entri nel regno dei cieli!  […] Voi, poveri, ascoltate Cristo; parlo al popolo di Dio. Molti siete poveri: almeno voi apprendete; e comunque ascoltate. Chi tra voi si vanta della povertà, si guardi dalla superbia per non esser superato da chi è ricco ma umile: si guardi dalla mancanza di fede per non essere superato da chi è ricco ed ha spirito di fede; si guardi dall’ubriachezza per non esser vinto da chi è ricco e sobrio. Voi non dovete vantarvi della povertà se quelli non devono vantarsi della ricchezza.

Ascoltino i ricchi, se tuttavia qui ce ne sono; ascoltino l’Apostolo: Raccomanda ai ricchi di questo mondo – poiché ci sono ricchi dell’altro mondo: i poveri sono i ricchi dell’altro mondo,  i ricchi dell’altro mondo sono gli Apostoli, i quali dicevano: Rassomigliamo a gente che non ha nulla eppure possiede tutto (2 Cor. 6,10). Perché sappiate di quali ricchi egli parla, aggiunge di questo mondo. Ascoltino dunque l’Apostolo i ricchi di questo mondo: Ai ricchi di questo mondo – dice – raccomanda di non essere superbi. Il primo tarlo roditore della ricchezza è la superbia. E’ un tarlo dannoso, rode ogni cosa e manda tutto in rovina. Raccomanda quindi loro di non essere superbi e non riporre la loro speranza nella ricchezza insicura perché uno, per caso, non si addormenti ricco e si alzi povero. Raccomanda di non riporre la speranza nelle ricchezze insicure – sono parole dell’Apostolo – ma nel Dio vivente. I1 ladro ti potrà portar via l’oro ma chi potrà toglierti Dio? Che cosa ha un ricco; se non ha Dio? Che cosa non ha il povero, se possiede Dio? [Raccomanda di] non riporre la speranza nella ricchezza – dice – ma nel Dio vivente, il quale ci dà tutto in abbondanza, perché ne possiamo godere (1 Tm. 6,17), e con tutto il resto dà anche se stesso.

Cfr., Discorso 85, 1-3

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