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XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

Sant’Ambrogio

Lasciate che i bambini vengano a me e non impediteli; perché a chi è come loro va il Regno di Dio. Eppure quella è un’età dall’energia debole, dall’intelligenza inetta, dal giudizio immaturo. Perciò non viene anteposta un’età all’altra; diversamente il crescere negli anni sarebbe un guaio. Che motivo c’è per desiderare che sopraggiunga la maturità degli anni, se é destinata a togliermi il merito del Regno celeste? Dunque Dio ci ha dato di avanzar negli anni per peccare, non per crescere nella virtù? Perché allora Egli scelse come suoi apostoli chi non aveva più un’età da bambini, ma era avanti negli anni? Allora perché afferma che i bambini sono fatti per il Regno dei cieli? Forse perché non conoscono la malvagità, non sanno ingannare, non osano restituire colpo con colpo, ignorano la ricerca ansiosa delle ricchezze, non desiderano l’onore, l’ambizione. Ma la virtù non consiste nell’ignorare tutte queste cose, bensì nel disprezzarle, e la padronanza di sé stessi non è un pregio là dove l’onestà non è che fiacchezza. Quindi qui viene designata non l’età puerile, bensì questa rettitudine che va a gara con la semplicità dei fanciulli. In realtà, la virtù non consiste nel non potere, ma nel non voler peccare, e nel mantenere una tale perseveranza della volontà far sì che l’intenzione imiti l’infanzia, si segua la natura. E del resto lo stesso Salvatore ha indicato che è così, dicendo: Se non vi convertirete e diverrete come questo fanciullo, non entrerete nel Regno dei cieli (Mt 18, 3).

Chi è dunque il fanciullo che gli apostoli di Cristo debbono imitare? Forse un ragazzino? Sarebbe questa la virtù degli apostoli? Chi è dunque questo fanciullo? Non forse Colui del quale dice Isaia: Un fanciullo è nato per noi, ci è stato donato un figlio? (Is 9, 6) Proprio questo fanciullo ti ha detto: prendi la tua croce e seguimi. E perché riconosca che è un fanciullo: Oltraggiato non rispondeva con oltraggi; percosso non restituiva il colpo (1 Pt 2, 23): ecco la virtù perfetta. Perciò tanto nella fanciullezza vi è come una veneranda anzianità di carattere, tanto nella vecchiezza vi è un’innocente fanciullezza; infatti, vecchiaia veneranda non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni; la canizie per gli uomini sta nella sapienza, età senile una vita intemerata (Sap 4, 8 s.). E per tale motivo è anche stato scritto: Lodate, fanciulli, il Signore, lodate il nome del Signore(Sal 112, 1), perché nessuno loda il Signore, se non è perfetto; di fatto, nessuno può dire Gesù Signore se non in virtù dello Spirito Santo ( 1 Cor 12, 1).

Questa profezia sembra riguardare il popolo della Chiesa,  il quale, benché più giovane, col suo impegno nella virtù ha preceduto il popolo più anziano dei Giudei. Anche per questo si dice: Ecco, io e i miei fanciulli che mi hai dato (Eb 2, 13). Questi sono i fanciulli, i quali, accompagnando con esclamazioni profetiche il Signore portato in groppa all’asinello, gridavano ch’era giunto il riscatto delle Genti; questi sono i fanciulli o anche gli infanti, i quali con più ricca abbondanza attinsero al petto di Cristo, più dolce  del vino; e dalla bocca dei bimbi e degli infanti hai tratto la lode (Mt 21, 16; Sal 8, 3).

Cfr., Esposizione del vangelo secondo Luca VIII, 57-59.

 

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