Qarta Polis

XVIII DOMENICA TO B

 

1 Agosto 2021

S. Ambrogio

Io, che prima ero quel disprezzato, ormai sono il preferito, ormai sono anteposto agli eletti. Io, che prima ero quel popolo di peccatori disprezzato, mi trovo ora in una condizione di vita venerabile che mi accomuna alla sacra realtà del Cielo e sono ora ammesso alla dignità di commensale del Cielo. Per procurarmi il cibo non ci vogliono piogge abbondanti né la laboriosa produzione della terra né frutti di piante. Per la mia sete non domando fiumi né sorgenti. Il mio cibo è Cristo, la mia bevanda è Cristo, il mio cibo è la carne Dio e la mia bevanda il sangue di Dio. Ormai non aspetto entrate annuali per saziarmi: Cristo mi viene offerto ogni giorno. Non avrò paura che qualche intemperie meteorologica o qualche improduttività agricola me lo assottiglino, purché la devozione me lo preservi con cura assidua. Non bramo più che piovano quaglie, le quali prima mi parevano un miracolo, né la manna, che prima era il cibo che preferivo a tutti gli altri: i padri che hanno mangiato la manna hanno continuato ad aver fame. Il mio cibo è tale che se lo si mangia, non si ha più fame; il mio cibo è tale che non ingrassa il corpo, ma irrobustisce il cuore dell’uomo.

Avevo avuto anche prima un miracoloso pane del cielo – sta scritto infatti: Ha dato loro da mangiare un pane del cielo –  quello però non era il vero pane, ma solo un’ombra di quello che doveva venire. Il pane del Cielo, quello vero, mi è stato tenuto in serbo dal Padre. Per me è disceso dal Cielo quel pane di Dio che dà la vita a questo mondo. Non è disceso per i Giudei né per la Sinagoga; è disceso invece per la Chiesa, per il Popolo di Dio più giovane. Come infatti può essere disceso per i Giudei il pane che dà la vita, se tutti essi, che mangiarono quel pane (cioè la manna, che i Giudei hanno ritenuto vero pane), sono morti nel deserto? …

Chiedi che ti offra quel pane che Egli dà a tutti, ogni giorno, sempre? Sta a te prendere questo pane. Accostati a questo pane e lo prenderai. Di questo pane è stato detto: Tutti quelli che si allontanano da te, moriranno (Sal 72, 27). Se ti allontanerai da Lui, morirai; se ti avvicinerai a Lui, vivrai. Questo è il pane della vita: dunque, chi mangia la vita non può morire. Come potrà morire chi ha per cibo la vita? Come potrà venir meno chi avrà la vita come sostentamento? Accostatevi a Lui e saziatevi: Egli è pane. Accostatevi a Lui e bevete : Egli è sorgente. Accostate a Lui e rischiaratevi: Egli è luce. Accostatevi a Lui e diventate liberi: Dove c’è lo spirito del Signore, là c’è la libertà (2 Cor 3, 17). Accostatevi a Lui e liberatevi dai lacci: Egli è perdono dei peccati. Vi domandate chi Egli sia? Ascoltate quello che dice Egli stesso: Io sono il pane della vita. Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

Cfr. Dal Commento al Salmo CXIII 18, 26-28

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