Qarta Polis

XV DOMENICA TO B

11 luglio 2021

S. Beda il Venerabile

Marco, dicendo che essi [gli Apostoli] calzassero i sandali o calzari, esorta ad avere questa calzatura con un qualche significato spirituale, affinché il piede né sia coperto del tutto, né sia nudo  a contatto con la terra, cioè né il vangelo sia nascosto, né si appoggi a vantaggi terreni.

E il fatto che non proibisce di prendere o avere due tuniche, ma più espressamente di indossarle, dicendo che non indossino due tuniche, di che cosa ci ammonisce se non di camminare non con doppiezza, ma con semplicità? In altro senso: nelle due tuniche mi sembra mostrare un doppio abito, non perché nei luoghi ghiacciati della Scizia, freddi per la neve uno debba essere contento di una sola tunica, ma perché nella tunica intendiamo l’abito, affinché  vestiti di uno, non ne conserviamo per noi un altro per timore del futuro. Allegoricamente poi si intende per borsa, i pesi del mondo, per pane i piaceri temporali, per denaro nella cintura l’occultamento  della sapienza.

Chi  infatti ha la parola della sapienza, ma trascura di trasmetterla al prossimo, è come se tenesse del denaro chiuso nella cintura: ed è stato scritto: Sapienza nascosta e tesoro occultato, che utilità c’è nell’uno e nell’altra? (Sir 41). Dunque da parte degli Apostoli non deve essere portata né borsa, né pani, né denaro nella cintura, perché chiunque riceve il compito di insegnamento, né deve essere appesantito dai pesi delle attività mondane, né deve essere snervato dai desideri carnali, né, essendogli stato affidato il talento della parola, deve nasconderlo sotto l’ozio di un lento torpore.

E diceva loro: In qualunque casa siate entrati, lì rimanete, fino a che ve ne andiate. In Matteo è stato scritto così: In qualunque città o villaggio sarete entrati, interrogate se c’è qualcuno che sia degno, e lì rimanete, fino  a che andiate (Mt 10). Dà un comando generico di costanza, affinché custodiscano i diritti del vincolo dell’ospitalità, aggiungendo che è sconveniente al predicatore del regno dei cieli correre qua e là per le case e tralasciare gli obblighi dell’inviolabile ospitalità. Né senza ragione secondo Matteo si prescrive che la casa nella quale entrano gli apostoli debba essere scelta, affinché non insorga motivo di cambio di luogo di ospitalità e di violazione del vincolo.

E chiunque non vi avrà accolto, né vi avrà ascoltato, uscendo da lì scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza per loro. La polvere è scossa dai piedi a testimonianza della loro fatica, perché sono entrati nella città e la predicazione apostolica è giunta fino a loro. Oppure la polvere è scossa, affinché non ricevano nulla da coloro, che hanno disprezzato il Vangelo, neppure il necessario per vivere.

E uscendo predicavano di fare penitenza, e scacciavano molti demoni, etc. Dice l’apostolo Giacomo: Se qualcuno tra di voi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa, e preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E se è nei peccati, gli saranno rimessi (Gc 5). Da cui risulta che questa consuetudine che gli indemoniati o altri in qualunque modo malati, siano unti con olio, consacrato con una benedizione episcopale, è stata trasmessa dagli stessi apostoli alla santa Chiesa.

 

Cfr. Dall’Esposizione del vangelo di Marco II, VI

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