Qarta Polis

XII DOMENICA DEL TO B

 

20Giugno 2021

Isacco della Stella

Ed essendosi addormentato, ci fu una grande tempesta.(Mt. 8). Che cosa ha fatto, o fratelli, il Signore, dormendo nel corpo se non svegliare i discepoli addormentati nel cuore? Infatti pur dormendo, la potenza opera, facendo uscire i venti dai loro depositi, e del tutto silenzioso e addormentato il Verbo ha parlato, insegnando il pericolo che c’è se lasciano che il maestro taccia, rimanga immobile, dorma. La sapienza si acquisisce infatti non facendo nient’altro ma non nell’oziosità. Nulla infatti è più attivo di quel riposo, nulla di più operoso di quella inattività in cui si impara la sapienza, in cui la parola di Dio è interrogata e ascoltata. […] Qui come se gli apostoli fossero malati, volle dormire egli stesso per essere risvegliato da coloro che erano in pericolo. Si addormentò dunque esternamente per il fatto che quelli erano quasi addormentati nell’intimo. Mostrò loro fuori quello che erano dentro. Ma poiché una dolce e delicata istruzione non trovava comprensione in loro, furono ammoniti più duramente all’esterno. Avvengono dunque mirabili innalzamenti del mare, affinché appaia mirabile in alto il Signore. Dormendo istruì con la tempesta coloro che erano malamente tranquilli, egli che, una volta svegliato, con la calma del mare, insegna a coloro che sono stati positivamente scossi. Credetemi , fratelli, sia l’una parola che l’altra  procede dal santo Verbo: la tempesta e la calma, sia che dorma sia che vegli. Dormendo, con la parola che suscita la tempesta, è colpita la pigrizia, alla quale fa seguito la fluttuazione dei pensieri, come un’interiore e insopportabile tempesta: egli risvegliato e vigilante raccomanda con la parola della calma la vigilanza della mente e il fervore dello spirito.

Dunque massimamente dobbiamo vigilare, fratelli miei, ancora  di più per il fatto che abbiamo scelto un deserto  remoto affinché mai nella barca del nostro uomo interiore, a cui quello esteriore fa da mare, dorma il Verbo di Dio, che di per sé mai dorme o sonnecchia….

Cristo non può essere sveglio in noi senza far nulla: e per dirlo in breve, sempre o chiede qualche cosa o vuole essere interrogato, o certamente mentre egli parla vuole essere ascoltato. Infatti, fratello, se mentre parla, cominci a dormire, subito anch’egli dormirà per te. Ma guai a te, se egli per te sarà addormentato! É sveglio il vento, è sveglio il mare, è sveglia la tempesta, e i flutti dei pensieri, e il ribollire di mille tentazioni per te, se egli solo sarà addormentato per te. Perciò pregando con il Profeta dì: Illumina , Signore , i miei occhi, perché non mi sorprenda il sonno della morte (Sl 12). Ma se non avrai cominciato a dormire tu per primo per lui, egli sarà sempre sveglio per te. Pietro non è stato capace di vegliare un’ora sola con Cristo, e perciò ha potuto rinnegare Cristo tre volte. Vegliate e pregate per non entrare in tentazione (Mt. 26), come in una tempesta dell’anima..

[…] Dunque, fratelli, miei compagni di prigionia e di fuga, come dice il profeta: Voi che ricordate il Signore, non tacete e non fatelo tacere (Is. 62). Vegliate per lui, affinché egli non dorma per voi.

 

Cfr. Dal Sermone XIV

 

 

 

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