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SS. CORPO E SANGUE DI GESU’ B

6 Giugno 2021

 

S. Ambrogio

La vigilia della sua passione, dice il testo, prese il pane nelle sue mani sante. Prima di essere consacrato è pane; quando sono pronunciate le parole di Cristo, è corpo di Cristo. Ascoltalo inoltre dire: Prendete e mangiatene tutti: questo infatti è il mio corpo. Prima delle parole di Cristo è un calice pieno di vino e di acqua; quando hanno operato le parole di Cristo, nel calice si forma il sangue che ha redento il popolo. Vedete dunque in quanti modi la parola di Cristo ha il potere di trasformare tutte le cose. Poi lo stesso Signore Gesù ci ha attestato che noi riceviamo il suo corpo e il suo sangue. Dobbiamo forse dubitare della garanzia offertaci dalla sua attestazione?

Ritorna ormai insieme con me all’argomento che mi sono proposto. Fu certamente un prodigio straordinario e degno di religioso ossequio che per i Giudei sia piovuta dal cielo la manna. Ma rendetevene conto: che cosa è di maggior valore, la manna discesa dal cielo o il corpo di Cristo? Certamente il corpo di Cristo che è il creatore del cielo. Inoltre, mentre chi ha mangia la manna, è morto, chi mangerà questo corpo otterrà la remissione dei peccati e non morirà in eterno. Dunque non senza ragione tu dici «Amen», riconoscendo nel tuo intimo che ricevi il corpo di Cristo. Quando ti presenti per riceverlo, il vescovo ti dice: «Il corpo di Cristo» e tu rispondi: «Amen», cioè: «È  vero». Il tuo animo custodisca ciò che la tua lingua riconosce…

Conosci poi quanto sia grande questo sacramento. Osserva che cosa dice: Ogni volta che farete questo, rinnoverete il mio ricordo, finché io non ritorni (1 Cor. 11, 26). Dunque, ogni volta che lo ricevi, che ti disse l’Apostolo? Ogni volta che lo riceviamo, annunciamo la morte del Signore. Se annunciamo la morte, annunciamo la remissione dei peccati. Se, ogni volta che il sangue viene sparso, viene sparso per la remissione dei peccati, devo riceverlo sempre, perché sempre mi rimetta i peccati. Io che pecco sempre, devo sempre disporre della medicina.

Tu vedi che in questo pane non c’è amarezza; c’è invece ogni soavità. Ho bevuto il mio vino con il mio latte (Ct. 4, 16): vedi che questa gioia è tale da non essere contaminata dalla sozzura di nessun peccato. Ogni volta che tu bevi, ricevi la remissione dei peccati e t’inebri dello Spirito. Perciò anche l’Apostolo dice: Non ubriacatevi di vino, ma siate ricolmi dello Spirito (Ef. 5, 18). Chi si ubriaca di vino, barcolla e tentenna; chi si inebria dello Spirito, è radicato in Cristo. Perciò è un’eccellente ebbrezza, perché produce la sobrietà della mente.

 

Cfr. Da I sacramenti V, 23-25.28. VI, 17

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