Qarta Polis

DOMENICA DI PENTECOSTE B

23 Maggio 2021

S. Cirillo di Alessandria

 Ho ancora molte cose da dirvi, ma adesso non siete in condizioni di portarle. Quando, però, verrà lui, lo Spirito di verità, vi introdurrà a tutta la verità.

Poiché [il Signore] vedeva [i discepoli] ancora molto fragili per comprendere il mistero, giacché non erano ancora stati illuminati dallo Spirito, e non erano ancora consorti della natura divina (lo Spirito, infatti, non era stato ancora dato, come dice il santo evangelista, perché Cristo non era stato ancora glorificato ), disse, perciò, queste cose per far capire cioè che rimanevano ancora misteri molto profondi da rivelare, e che erano al di sopra della capacità di apprendere della mente umana, ma non voleva farlo adesso, e molto giustamente, perché non li vedeva ancora pronti a capirli. Quando, infatti, dice, il mio Spirito vi farà diventare altri, e trasformerà la vostra mente sicché vogliate e possiate disprezzare finalmente le figure della Legge, e abbracciare piuttosto la sublimità del culto spirituale, e anteporre alle ombre la verità, allora, dice, potrete facilmente capire ciò che è stato scritto sul conto mio. Prenderà posto in voi la dottrina facile e piana.

Queste cose potrebbe pensare qualcuno che il Signore abbia detto ai suoi discepoli. E ha lo stesso significato delle cose dette precedentemente ciò che disse a mo’ d’esempio: Nessuno attacca una toppa di panno nuovo su di un vecchio vestito, né si mette vino nuovo in vecchi otri, altrimenti gli otri si squarciano, e così il vino si versa; ma si mette vino nuovo in otri nuovi (Mt 9, 16-17).

Quelli, infatti, che non sono stati ancora plasmati alla novità della vita e della conoscenza per mezzo dello Spirito, non riescono, in qualche modo, a capire l’insegnamento della predicazione evangelica e i misteri della santa Trinità. Con il rinnovamento, dunque, spirituale per mezzo dello Spirito viene riserbata opportunamente all’intelligenza dei credenti in Cristo la spiegazione di concetti più profondi: così l’intelligenza non permette d’indugiare più nella vetustà della lettera della Legge, ma porta piuttosto alla novità di pensieri e ci arricchisce di quei concetti con i quali possiamo contemplare la bellezza della verità.

Ognuno poi può facilmente capire che, prima della risurrezione di Cristo nostro Salvatore, e prima che divenissero partecipi dello Spirito, i discepoli vivevano secondo le usanze giudaiche e osservavano la disciplina della Legge, nonostante che il mistero di Cristo fosse di gran lunga migliore. E in verità Pietro, sebbene fosse il primo dei santi discepoli quando, una volta, il Salvatore disse che avrebbe subìto la passione sulla croce, e sarebbe stato oltraggiato dai Giudei con molti insulti, gridò dicendo: Non sia mai, Signore, questo non ti accadrà! (Mt 16, 22), nonostante che i santi profeti avessero predetto che egli non solo avrebbe sofferto, ma avrebbe sofferto molto.[…]

Vedi, dunque, come era per loro necessaria l’illuminazione dello Spirito? Vedi come occorreva cambiare e adattarsi a un modo di vita migliore e più saggio di quanto fosse quello dei Giudei? Dopo che, infatti, furono arricchiti della grazia superna e celeste, come è scritto, ed ebbero una conoscenza migliore di quella che avevano prima, allora, li abbiamo sentiti dire liberamente: Noi possediamo il pensiero di Cristo (1 Cor 2, 16), E per pensiero del Salvatore non intendono altro che lo Spirito Santo che scese su di loro per svelare opportunamente tutto ciò che occorreva che essi imparassero e sapessero. Quando, dunque, verrà lui, lo Spirito di verità, vi introdurrà in tutta intera la verità. […]

Infatti, dopo aver detto che sarebbe venuto a loro il Paraclito lo chiamò Spirito di verità, ossia il suo Spirito: egli è la verità. […]

Lo Spirito, dunque, della verità ci introdurrà in tutta intera la conoscenza della verità. Conoscendo perfettamente la verità, di cui è Spirito, non ne rivelerà ai suoi discepoli una parte, ma infonderà piuttosto il suo mistero. Sebbene ora conosciamo in modo imperfetto, come dice Paolo (1 Cor 13, 9), ci ha dato tuttavia, sia pure in questa attuale piccola conoscenza, la possibilità di conoscere integralmente lo splendore della verità. Come, infatti, nessuno conosce i pensieri dell’uomo, come è scritto (1 Cor 2, 11), all’infuori dello spirito dell’uomo che è in lui, così anche, secondo le parole di Paolo, nessuno conosce le cose di Dio, tranne lo Spirito di Dio che è in lui.

Quando, dunque, verrà il Paraclito, dice, non parlerà per conto suo: in cambio vi istruirà e rivelerà il mistero della verità. Non dirà nulla che non mi piaccia, e non vi insegnerà una dottrina peregrina. Non imporrà a voi sue proprie leggi, ma, giacché è, in qualche modo, la mia mente, vi dirà integralmente ciò che è in me.

 

Cfr. Dal Commento al vangelo di Giovanni, X, 12 -13

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