Qarta Polis

Lc., 1,5-25

GRECO LATINO ITALIANO
 5 Ἐγένετο ἐν ταῖς ἡμέραις Ἡρῴδου βασιλέως τῆς Ἰουδαίας ἱερεύς τις ὀνόματι Ζαχαρίας ἐξ ἐφημερίας Ἀβιά, καὶ γυνὴ αὐτῷ ἐκ τῶν θυγατέρων Ἀαρών, καὶ τὸ ὄνομα αὐτῆς Ἐλισάβετ.  Fuit in diebus Herodis, regis Judææ, sacerdos quidam nomine Zacharias de vice Abia, et uxor illius de filiabus Aaron, et nomen ejus Elisabeth. 1,5 Al tempo di Erode, re della Giudea, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta.
 6 ἦσαν δὲ δίκαιοι ἀμφότεροι ἐναντίον τοῦ θεοῦ, πορευόμενοι ἐν πάσαις ταῖς ἐντολαῖς καὶ δικαιώμασιν τοῦ κυρίου ἄμεμπτοι.  6 Erant autem justi ambo ante Deum, incedentes in omnibus mandatis et justificationibus Domini sine querela. 1,6 Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore.
 7 καὶ οὐκ ἦν αὐτοῖς τέκνον, καθότι ⸂ἦν ἡ Ἐλισάβετ⸃ στεῖρα, καὶ ἀμφότεροι προβεβηκότες ἐν ταῖς ἡμέραις αὐτῶν ἦσαν.  7 Et non erat illis filius, eo quod esset Elisabeth sterilis, et ambo processissent in diebus suis. 1,7 Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
 8 Ἐγένετο δὲ ἐν τῷ ἱερατεύειν αὐτὸν ἐν τῇ τάξει τῆς ἐφημερίας αὐτοῦ ἔναντι τοῦ θεοῦ  8 Factum est autem, cum sacerdotio fungeretur in ordine vicis suæ ante Deum, 1,8 Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe,
 9 κατὰ τὸ ἔθος τῆς ἱερατείας ἔλαχε τοῦ θυμιᾶσαι εἰσελθὼν εἰς τὸν ναὸν τοῦ κυρίου,  9 secundum consuetudinem sacerdotii, sorte exiit ut incensum poneret, ingressus in templum Domini : 1,9 secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso.
 10 καὶ πᾶν τὸ πλῆθος ἦν τοῦ λαοῦ προσευχόμενον ἔξω τῇ ὥρᾳ τοῦ θυμιάματος·  10 et omnis multitudo populi erat orans foris hora incensi. 1,10 Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso.
 11 ὤφθη δὲ αὐτῷ ἄγγελος κυρίου ἑστὼς ἐκ δεξιῶν τοῦ θυσιαστηρίου τοῦ θυμιάματος.  11 Apparuit autem illi angelus Domini, stans a dextris altaris incensi. 1,11 Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso.
 12 καὶ ἐταράχθη Ζαχαρίας ἰδών, καὶ φόβος ἐπέπεσεν ἐπ’ αὐτόν.  12 Et Zacharias turbatus est videns, et timor irruit super eum. 1,12 Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore.
 13 εἶπεν δὲ πρὸς αὐτὸν ὁ ἄγγελος· Μὴ φοβοῦ, Ζαχαρία, διότι εἰσηκούσθη ἡ δέησίς σου, καὶ ἡ γυνή σου Ἐλισάβετ γεννήσει υἱόν σοι, καὶ καλέσεις τὸ ὄνομα αὐτοῦ Ἰωάννην·  13 Ait autem ad illum angelus : Ne timeas, Zacharia, quoniam exaudita est deprecatio tua : et uxor tua Elisabeth pariet tibi filium, et vocabis nomen ejus Joannem : 1,13 Ma l’angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni.
 14 καὶ ἔσται χαρά σοι καὶ ἀγαλλίασις, καὶ πολλοὶ ἐπὶ τῇ γενέσει αὐτοῦ χαρήσονται·  14 et erit gaudium tibi, et exsultatio, et multi in nativitate ejus gaudebunt : 1,14 Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita,
 15 ἔσται γὰρ μέγας ἐνώπιον τοῦ κυρίου, καὶ οἶνον καὶ σίκερα οὐ μὴ πίῃ, καὶ πνεύματος ἁγίου πλησθήσεται ἔτι ἐκ κοιλίας μητρὸς αὐτοῦ,  15 erit enim magnus coram Domino : et vinum et siceram non bibet, et Spiritu Sancto replebitur adhuc ex utero matris suæ : 1,15 poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre
 16 καὶ πολλοὺς τῶν υἱῶν Ἰσραὴλ ἐπιστρέψει ἐπὶ κύριον τὸν θεὸν αὐτῶν·  16 et multos filiorum Israël convertet ad Dominum Deum ipsorum : 1,16 e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio.
 17 καὶ αὐτὸς προελεύσεται ἐνώπιον αὐτοῦ ἐν πνεύματι καὶ δυνάμει Ἠλίου, ἐπιστρέψαι καρδίας πατέρων ἐπὶ τέκνα καὶ ἀπειθεῖς ἐν φρονήσει δικαίων, ἑτοιμάσαι κυρίῳ λαὸν κατεσκευασμένον.  17 et ipse præcedet ante illum in spiritu et virtute Eliæ : ut convertat corda patrum in filios, et incredulos ad prudentiam justorum, parare Domino plebem perfectam. 1,17 Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto”.
 18 καὶ εἶπεν Ζαχαρίας πρὸς τὸν ἄγγελον· Κατὰ τί γνώσομαι τοῦτο; ἐγὼ γάρ εἰμι πρεσβύτης καὶ ἡ γυνή μου προβεβηκυῖα ἐν ταῖς ἡμέραις αὐτῆς.  18 Et dixit Zacharias ad angelum : Unde hoc sciam ? ego enim sum senex, et uxor mea processit in diebus suis. 1,18 Zaccaria disse all’angelo: “Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni”.
 19 καὶ ἀποκριθεὶς ὁ ἄγγελος εἶπεν αὐτῷ· Ἐγώ εἰμι Γαβριὴλ ὁ παρεστηκὼς ἐνώπιον τοῦ θεοῦ, καὶ ἀπεστάλην λαλῆσαι πρὸς σὲ καὶ εὐαγγελίσασθαί σοι ταῦτα·  19 Et respondens angelus dixit ei : Ego sum Gabriel, qui asto ante Deum : et missus sum loqui ad te, et hæc tibi evangelizare. 1,19 L’angelo gli rispose: “Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio.
 20 καὶ ἰδοὺ ἔσῃ σιωπῶν καὶ μὴ δυνάμενος λαλῆσαι ἄχρι ἧς ἡμέρας γένηται ταῦτα, ἀνθ’ ὧν οὐκ ἐπίστευσας τοῖς λόγοις μου, οἵτινες πληρωθήσονται εἰς τὸν καιρὸν αὐτῶν.  20 Et ecce eris tacens, et non poteris loqui usque in diem quo hæc fiant, pro eo quod non credidisti verbis meis, quæ implebuntur in tempore suo. 1,20 Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo”.
 21 Καὶ ἦν ὁ λαὸς προσδοκῶν τὸν Ζαχαρίαν, καὶ ἐθαύμαζον ἐν τῷ χρονίζειν ⸂ἐν τῷ ναῷ αὐτόν⸃.  21 Et erat plebs exspectans Zachariam : et mirabantur quod tardaret ipse in templo. 1,21 Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.
 22 ἐξελθὼν δὲ οὐκ ἐδύνατο λαλῆσαι αὐτοῖς, καὶ ἐπέγνωσαν ὅτι ὀπτασίαν ἑώρακεν ἐν τῷ ναῷ· καὶ αὐτὸς ἦν διανεύων αὐτοῖς, καὶ διέμενεν κωφός.  22 Egressus autem non poterat loqui ad illos, et cognoverunt quod visionem vidisset in templo. Et ipse erat innuens illis, et permansit mutus. 1,22 Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
 23 καὶ ἐγένετο ὡς ἐπλήσθησαν αἱ ἡμέραι τῆς λειτουργίας αὐτοῦ, ἀπῆλθεν εἰς τὸν οἶκον αὐτοῦ.  23 Et factum est, ut impleti sunt dies officii ejus, abiit in domum suam : 1,23 Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.
 24 Μετὰ δὲ ταύτας τὰς ἡμέρας συνέλαβεν Ἐλισάβετ ἡ γυνὴ αὐτοῦ· καὶ περιέκρυβεν ἑαυτὴν μῆνας πέντε, λέγουσα  24 post hos autem dies concepit Elisabeth uxor ejus, et occultabat se mensibus quinque, dicens : 1,24 Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva:
 25 ὅτι Οὕτως μοι πεποίηκεν κύριος ἐν ἡμέραις αἷς ἐπεῖδεν ἀφελεῖν ὄνειδός μου ἐν ἀνθρώποις.  25 Quia sic fecit mihi Dominus in diebus, quibus respexit auferre opprobrium meum inter homines. 1,25 “Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini”.

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1 Comment

  1. Suor Marie Thérèse 5 Maggio 2021

    L’intero capitolo si divide in 3 grandi argomenti e tutti e 3 sono introdotti da determinazioni temporali.
    1. IL SACERDOZIO LEVITICO
    – un TEMPO determinato (tempo di Erode, re della Giudea – l’apposizione composta “re della Giudea” ci dice chi è Erode, ma anche ci indica…)
    – un LUOGO specifico, uno spazio (la Giudea)
    il complemento di specificazione “della Giudea” introduce l’argomento di un particolare TIPO di SACERDOZIO: quello di Israele, in Giudea, nel Tempio: «c’era un sacerdote chiamato Zaccaria». Questo tipo di sacerdozio ha, per esempio, un ordinamento specifico, «della classe di Abia».
    Al v. 8 veniamo introdotti nella Liturgia. Liturgia che, ci dice l’ordine di Luca, è prima di tutto «davanti al Signore»; il Tempio, il luogo, viene dopo. Liturgia che è essa stessa ordinata: «nel turno della sua classe, secondo l’usanza del servizio sacerdotale».
    Zaccaria entra nel Tempio, l’assemblea prega fuori ed è un momento specifico: l’ora dell’incenso. Tutto molto ordinato e scandito da tempi. Così è la Liturgia di Israele.
    Nel Libro del Levitico, il libro sacerdotale e cultuale per eccellenza, al capitolo 9, al termine della cerimonia Aronne benedice il popolo (v. 22) e la Gloria del Signore consuma l’olocausto, si manifesta a TUTTO il popolo che manda grida di esultanza e si prostra con la faccia a terra.
    Abbiamo qui una analogia con il testo di Luca: Zaccaria officia nel Tempio, la Gloria del Signore si manifesta con l’apparizione dell’angelo e l’annuncio della nascita miracolosa del Battista e TUTTA l’assemblea del popolo (cfr., v. 10) si meraviglia e capisce che egli ha avuto una visione (v. 21-22).

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