Qarta Polis

III DOMENICA DI PASQUA B

18 Aprile 2021

S. Ireneo

Chi legge attentamente le Scritture sentirà parlare di Cristo e vi troverà prefigurata la nuova vocazione. E’ lui il tesoro nascosto nel campo cioè in questo mondo – il campo è questo mondo (Mt. 13, 38) – e Cristo è nascosto nelle Scritture nel senso che vi è indicato per tipi e parabole. Ciò non poteva essere compreso dall’uomo prima che venisse l’adempimento della realtà, l’avvento di Cristo. Questo significava ciò che fu detto a Daniele Profeta: Sigilla i discorsi e segna il libro fino al tempo del compimento, affinché molti intendano e si adempia la lettera. Quando avverrà la dispersione comprenderanno tutte queste cose (Dan. 12, 4.7). Anche Geremia dice: Negli ultimi tempi le comprenderanno (Ger 23, 20).

Ogni profezia prima che si avveri è enigmatica ed ambigua agli uomini; ma giunto il tempo e adempiutosi ciò che è predetto, allora le profezie hanno un senso limpido e certo. Perciò quando ai nostri giorni i Giudei leggono la Legge è per loro come leggere una fiaba, perché non hanno la nozione completa riguardo alla venuta del Figlio di Dio nella natura umana, mentre letta dai cristiani è un tesoro nascosto nel campo, svelato e spiegato dalla croce di Cristo che mostra la sapienza di Dio e i suoi piani a riguardo degli uomini, prepara il regno di Cristo e annuncia l’eredità della santa Gerusalemme, afferma che l’uomo deve progredire continuamente nell’amare Dio finché vedrà Dio e ascolterà la sua voce e che ascoltando la sua parola sarà tanto glorificato che gli altri non potranno fissare il suo volto come fu detto da Daniele: I saggi risplenderanno come stelle del firmamento e molti giusti saranno come stelle per secoli e secoli (Dan. 12, 3). Come abbiamo detto, chi legge le Scritture – e Gesù le dischiuse ai discepoli dopo la sua resurrezione mostrando mediante le stesse Scritture che Cristo doveva patire ed entrare così nella sua gloria e che si doveva predicare nel suo nome la remissione dei peccati in tutto il mondo (Lc. 24, 26. 47) – sarà perfetto discepolo e simile al padre di famiglia che dal suo magazzino estrae cose nuove e cose vecchie.

Cfr. Da Contro le eresie, IV, 26,1

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