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II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

17 gennaio 2021

S. Agostino

L’indomani, Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli, e fissando Gesù che passava disse: Ecco l’agnello di Dio. Bisogna dire che lui è agnello in modo unico, dato che anche i discepoli sono chiamati agnelli: Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. […] È agnello  in modo del tutto singolare:  il solo senza macchia, senza peccato; e non perché le sue macchie siano state cancellate, ma perché non ebbe mai alcuna macchia. In che senso Giovanni affermò del Signore: Ecco l’agnello di Dio? Non era Giovanni stesso un agnello? non era un uomo santo, non era amico dello sposo? Solo che Cristo è l’agnello per eccellenza, è l’Agnello di Dio; perché in modo del tutto singolare, solo col sangue di questo Agnello gli uomini poterono essere redenti.

Giovanni stava là con due dei suoi discepoli. Ecco due discepoli di Giovanni: Giovanni era talmente amico dello sposo che non cercava la propria gloria, ma rendeva testimonianza alla verità; cercò forse di trattenere presso di sé i suoi discepoli, impedendo loro di seguire il Signore? Egli stesso, anzi, indicò ai suoi discepoli colui che dovevano seguire. Essi consideravano Giovanni come l’agnello; e lui: Perché rivolgete a me la vostra attenzione? Io non sono l’agnello: Ecco l’agnello di Dio. Già prima lo aveva presentato così. E quale vantaggio ci procura L’Agnello di Dio? Ecco – dice – colui che toglie il peccato del mondo. A queste parole, i due che erano con Giovanni, seguirono Gesù.

Vediamo quello che segue. Ecco l’agnello di Dio, aveva detto Giovanni. I due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù, Gesù si voltò, vide che lo seguivano e dice loro: Che cosa cercate? E quelli gli dissero: Rabbi – che si traduce: maestro – dove abiti? […] Volevano solo vedere dove abitava realizzando ciò che sta scritto: II tuo piede logori la sua soglia, levati e va’ da lui con assiduità, e medita i suoi comandamenti (Sir 6, 36-37). Cristo mostrò loro dove abitava; quelli andarono e rimasero con lui. Che giornata felice dovettero trascorrere, che notte beata! Chi ci può dire che cosa ascoltarono dal Signore? Mettiamoci anche noi a costruire nel nostro cuore una casa dove il Signore possa venire, e ci ammaestri, e si trattenga a parlare con noi.

Che cosa cercate? E quelli gli dissero: Rabbi – che si traduce: maestro – dove abiti? Dice loro: Venite e vedrete. Andarono, dunque, a vedere dove abitava e rimasero con lui quel giorno. Era circa l’ora decima. E’ forse senza un motivo che l’evangelista ci precisa l’ora? Non credete che voglia farci notare qualche cosa, impegnarci a cercare qualche cosa? Era l’ora decima. Questo numero richiama la legge, perché la legge venne formulata in dieci precetti. Era giunto il tempo in cui la legge doveva compiersi per mezzo dell’amore; poiché non riuscivano, i Giudei, a osservarla per mezzo del timore. E’ per questo che il Signore disse: non sono venuto ad abolire la legge, ma a compierla. Non a caso, quindi, nell’ora decima quei due, dietro la testimonianza dell’amico dello sposo, lo seguirono; e nell’ora decima egli si sentì chiamare Rabbi, che si traduce maestro. Se nell’ora decima il Signore fu chiamato Rabbi, e se il numero dieci si riferisce alla legge, allora il maestro della legge altri non è che colui che ha dato la legge. Non si dica che uno ha dato la legge, e un altro la insegna. Ad insegnarla è colui stesso che l’ha data; egli è il maestro della sua legge e ce la insegna. C’è misericordia, sulle sue labbra, perciò insegna la legge con misericordia, così come è stato detto della sapienza: Legge e misericordia é sulla sua lingua (Prov 31, 26). Non ritenere impossibile il compimento della legge; rifugiati nella misericordia. […]Abbiamo spiegato il significato dell’ora decima: vediamo quello che viene dopo. Andrea, il fratello di Simon Pietro, era un dei due che, udite le parole di Giovanni, avevano seguito Gesù; egli incontra dapprima suo fratello Simone e gli dice: Abbiamo trovato il Messia, che vuol dire Cristo. La parola ebraica Messia, in greco si traduce Cristo, in latino Unto. Cristo viene da unzione. Unzione in greco si dice chrisma; perciò Cristo vuol dire  “Unto” . Egli è l’Unto in modo singolare, unico: colui per il quale tutti i cristiani ricevono l’unzione. Ascoltate ciò che dice il salmo: Perciò ti unse Dio, il tuo Dio con olio di esultanza sopra i tuoi compagni (Sal 44, 8). I suoi compagni sono tutti i santi, ma egli è il Santo dei santi, l’Unto in modo unico, Cristo in modo unico.

Cfr. Dai Trattati su Giovanni, 7, 5, 8-10. 13

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