Qarta Polis

Hostis Heródes ímpie

Inno del Tempo di Natale dalla solennità dell’Epifania, ai Vespri
Autore: Sedulio
Metro: dimetro giambico. ˘ˉ˘ˉ|˘ˉ˘ˉ

Hostis Heródes ímpie,
Christum veníre quid times?
Non éripit mortália
qui regna dat cæléstia.
O Erode, empio nemico,
perché temi il venire del Cristo?
Non sottrae regni mortali,
colui che dona i celesti.
Ibant magi, qua vénerant
stellam sequéntes præviam,
lumen requírunt lúmine,
Deum faténtur múnere.
Andavano i magi, da dove erano venuti,
seguendo la stella che li precedeva,
per mezzo della luce cercano la Luce,
Dio confessano con il dono.
Lavácra puri gúrgitis
cæléstis Agnus áttigit;
peccáta quæ non détulit
nos abluéndo sústulit.
I lavacri dei puri gorghi
l’Agnello celeste tocca;
subì i peccati, che non aveva commesso,
lavandoci.
Novum genus poténtiæ:
aquæ rubéscunt hýdriæ,
vinúmque iussa fúndere
mutávit unda oríginem.
Nuovo genere di potenza:
si arrossano le giare d’acqua
al comando di versare del vino,
mutò l’acqua la sua origine.
Iesu, tibi sit glória,
qui te revélas géntibus,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sæcula. Amen.
Gesù, a te sia gloria,
che ti riveli alle genti,
con il Padre e il benefico Spirito,
per i sempiterni secoli. Amen.

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