Qarta Polis

Candor aeternae

Inno del Tempo di Natale, all’Ufficio delle Letture, sino alla Solennità dell’Epifania esclusa,
Autore: di nuova composizione
Metro: strofe saffica. ˉ˘ˉx|ˉ˘˘ˉ|˘ˉx (3 volte); ˉ˘˘|ˉˉ (1 volta)

Candor ætérnæ Deitátis alme,
Christe, tu lumen, vénia atque vita
ádvenis, morbis hóminum medéla,
porta salútis.
Benefico candore della Deità eterna, Cristo, tu luce, grazia e vita vieni, rimedio dei morbi degli uomini,

porta di salvezza.

Intonat terræ chorus angelórum
cælicum carmen, nova sæcla dicens,
glóriam Patri, generíque nostro
gáudia pacis.
Intona sulla terra il coro degli angeli un carme celeste, annunciando nuovi tempi, la gloria al Padre, alla nostra stirpe i gaudi della pace.
Qui iaces parvus dóminans et orbi,
Virginis fructus sine labe sanctæ,
Christe, iam mundo potiáris omni,
semper amándus.
[Tu] che giaci bambino dominando anche la volta celeste, della santa Vergine senza macchia frutto, o Cristo, già il mondo conquisti tutto, sempre amabile.
Násceris cælos pátriam datúrus,
unus e nobis, caro nostra factus;
ínnova mentes, trahe caritátis
péctora vinclis.
Nasci per dare i cieli come patria, uno di noi, carne nostra fatto; rinnova le menti, attrai con vincoli di carità i cuori.
Cœtus exsúltans canit ecce noster,
ángelis læto sociátus ore,
et Patri tecum parilíque Amóri
cántica laudis. Amen.
L’assemblea nostra esultante ecco canta, agli angeli associata con lieta voce, e, con te, anche al Padre e all’ eguale Amore, cantici di lode. Amen.

 

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