Qarta Polis

Is 1,1-9

Is. 1:1   Visione che Isaia, figlio di Amoz, ebbe su Giuda e su Gerusalemme al tempo dei re di Giuda Ozia, Iotam, Acaz ed Ezechia.

Is. 1:2    Udite, o cieli, ascolta, o terra,
così parla il Signore:
«Ho allevato e fatto crescere figli,
ma essi si sono ribellati contro di me.
3 Il bue conosce il suo proprietario
e l’asino la greppia del suo padrone,
ma Israele non conosce,
il mio popolo non comprende».
4 Guai, gente peccatrice,
popolo carico d’iniquità!
Razza di scellerati,
figli corrotti!
Hanno abbandonato il Signore,
hanno disprezzato il Santo d’Israele,
si sono voltati indietro.
5 Perché volete ancora essere colpiti,
accumulando ribellioni?
Tutta la testa è malata,
tutto il cuore langue.
6 Dalla pianta dei piedi alla testa
non c’è nulla di sano,
ma ferite e lividure
e piaghe aperte,
che non sono state ripulite né fasciate
né curate con olio.
7 La vostra terra è un deserto,
le vostre città arse dal fuoco.
La vostra campagna, sotto i vostri occhi,
la divorano gli stranieri;
è un deserto come la devastazione di Sòdoma.
8 È rimasta sola la figlia di Sion,
come una capanna in una vigna,
come una tenda in un campo di cetrioli,
come una città assediata.
9 Se il Signore degli eserciti
non ci avesse lasciato qualche superstite,
già saremmo come Sòdoma,
assomiglieremmo a Gomorra.

Nelle lingue originali

Is. 1:1

‏ חֲזוֹן֙ יְשַֽׁעְיָ֣הוּ בֶן־אָמ֔וֹץ אֲשֶׁ֣ר חָזָ֔ה עַל־יְהוּדָ֖ה וִירוּשָׁלִָ֑ם בִּימֵ֨י עֻזִּיָּ֧הוּ יוֹתָ֛ם אָחָ֥ז יְחִזְקִיָּ֖הוּ מַלְכֵ֥י יְהוּדָֽה׃ 2‏ שִׁמְע֤וּ שָׁמַ֙יִם֙ וְהַאֲזִ֣ינִי אֶ֔רֶץ כִּ֥י יְהוָ֖ה דִּבֵּ֑ר בָּנִים֙ גִּדַּ֣לְתִּי וְרוֹמַ֔מְתִּי וְהֵ֖ם פָּ֥שְׁעוּ בִֽי׃ 3‏ יָדַ֥ע שׁוֹר֙ קֹנֵ֔הוּ וַחֲמ֖וֹר אֵב֣וּס בְּעָלָ֑יו יִשְׂרָאֵל֙ לֹ֣א יָדַ֔ע עַמִּ֖י לֹ֥א הִתְבּוֹנָֽן׃ 4‏ ה֣וֹי ׀ גּ֣וֹי חֹטֵ֗א עַ֚ם כֶּ֣בֶד עָוֹ֔ן זֶ֣רַע מְרֵעִ֔ים בָּנִ֖ים מַשְׁחִיתִ֑ים עָזְב֣וּ אֶת־יְהוָ֗ה נִֽאֲצ֛וּ אֶת־קְד֥וֹשׁ יִשְׂרָאֵ֖ל נָזֹ֥רוּ אָחֽוֹר׃ 5‏ עַ֣ל מֶ֥ה תֻכּ֛וּ ע֖וֹד תּוֹסִ֣יפוּ סָרָ֑ה כָּל־רֹ֣אשׁ לָחֳלִ֔י וְכָל־לֵבָ֖ב דַּוָּֽי׃ 6‏ מִכַּף־רֶ֤גֶל וְעַד־רֹאשׁ֙ אֵֽין־בּ֣וֹ מְתֹ֔ם פֶּ֥צַע וְחַבּוּרָ֖ה וּמַכָּ֣ה טְרִיָּ֑ה לֹא־זֹ֨רוּ֙ וְלֹ֣א חֻבָּ֔שׁוּ וְלֹ֥א רֻכְּכָ֖ה בַּשָּֽׁמֶן׃ 7‏ אַרְצְכֶ֣ם שְׁמָמָ֔ה עָרֵיכֶ֖ם שְׂרֻפ֣וֹת אֵ֑שׁ אַדְמַתְכֶ֗ם לְנֶגְדְּכֶם֙ זָרִים֙ אֹכְלִ֣ים אֹתָ֔הּ וּשְׁמָמָ֖ה כְּמַהְפֵּכַ֥ת זָרִֽים׃ 8‏ וְנוֹתְרָ֥ה בַת־צִיּ֖וֹן כְּסֻכָּ֣ה בְכָ֑רֶם כִּמְלוּנָ֥ה בְמִקְשָׁ֖ה כְּעִ֥יר נְצוּרָֽה׃ 9‏ לוּלֵי֙ יְהוָ֣ה צְבָא֔וֹת הוֹתִ֥יר לָ֛נוּ שָׂרִ֖יד כִּמְעָ֑ט כִּסְדֹ֣ם הָיִ֔ינוּ לַעֲמֹרָ֖ה דָּמִֽינוּ׃ ס

 

Is. 1:1     Ὅρασις, ἣν εἶδεν Ησαιας υἱὸς Αμως, ἣν εἶδεν κατὰ τῆς Ιουδαίας καὶ κατὰ Ιερουσαλημ ἐν βασιλείᾳ Οζιου καὶ Ιωαθαμ καὶ Αχαζ καὶ Εζεκιου, οἳ ἐβασίλευσαν τῆς Ιουδαίας.

 

 

Is. 1:2     Ἄκουε, οὐρανέ, καὶ ἐνωτίζου, γῆ, ὅτι κύριος ἐλάλησεν· υἱοὺς ἐγέννησα καὶ ὕψωσα, αὐτοὶ δέ με ἠθέτησαν.  3 ἔγνω βοῦς τὸν κτησάμενον καὶ ὄνος τὴν φάτνην τοῦ κυρίου αὐτοῦ· Ισραηλ δέ με οὐκ ἔγνω, καὶ ὁ λαός με οὐ συνῆκεν.  4 οὐαὶ ἔθνος ἁμαρτωλόν, λαὸς πλήρης ἁμαρτιῶν, σπέρμα πονηρόν, υἱοὶ ἄνομοι· ἐγκατελίπατε τὸν κύριον καὶ παρωργίσατε τὸν ἅγιον τοῦ Ισραηλ.  5 τί ἔτι πληγῆτε προστιθέντες ἀνομίαν; πᾶσα κεφαλὴ εἰς πόνον καὶ πᾶσα καρδία εἰς λύπην.  6 ἀπὸ ποδῶν ἕως κεφαλῆς οὔτε τραῦμα οὔτε μώλωψ οὔτε πληγὴ φλεγμαίνουσα, οὐκ ἔστιν μάλαγμα ἐπιθεῖναι οὔτε ἔλαιον οὔτε καταδέσμους.  7 ἡ γῆ ὑμῶν ἔρημος, αἱ πόλεις ὑμῶν πυρίκαυστοι· τὴν χώραν ὑμῶν ἐνώπιον ὑμῶν ἀλλότριοι κατεσθίουσιν αὐτήν, καὶ ἠρήμωται κατεστραμμένη ὑπὸ λαῶν ἀλλοτρίων.  8 ἐγκαταλειφθήσεται ἡ θυγάτηρ Σιων ὡς σκηνὴ ἐν ἀμπελῶνι καὶ ὡς ὀπωροφυλάκιον ἐν σικυηράτῳ, ὡς πόλις πολιορκουμένη·  9 καὶ εἰ μὴ κύριος σαβαωθ ἐγκατέλιπεν ἡμῖν σπέρμα, ὡς Σοδομα ἂν ἐγενήθημεν καὶ ὡς Γομορρα ἂν ὡμοιώθημεν.

 1 Visio Isaiæ, filii Amos, quam vidit super Judam et Jerusalem, in diebus Oziæ, Joathan, Achaz, et Ezechiæ, regum Juda.

2 Audite, cæli, et auribus percipe, terra,
quoniam Dominus locutus est.
Filios enutrivi, et exaltavi ;
ipsi autem spreverunt me.
3 Cognovit bos possessorem suum,
et asinus præsepe domini sui ;
Israël autem me non cognovit,
et populus meus non intellexit.
4 Væ genti peccatrici,
populo gravi iniquitate,
semini nequam, filiis sceleratis !
dereliquerunt Dominum ;
blasphemaverunt Sanctum Israël ;
abalienati sunt retrorsum.
5 Super quo percutiam vos ultra, addentes prævaricationem ?
omne caput languidum,
et omne cor mœrens.
6 A planta pedis usque ad verticem,
non est in eo sanitas ;
vulnus, et livor, et plaga tumens,
non est circumligata, nec curata medicamine,
neque fota oleo.
7 Terra vestra deserta ;
civitates vestræ succensæ igni :
regionem vestram coram vobis alieni devorant,
et desolabitur sicut in vastitate hostili.
8 Et derelinquetur filia Sion
ut umbraculum in vinea,
et sicut tugurium in cucumerario,
et sicut civitas quæ vastatur.
9 Nisi Dominus exercituum
reliquisset nobis semen,
quasi Sodoma fuissemus,
et quasi Gomorrha similes essemus.

 

 

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2 Comments

  1. Suor Marie Thérèse 2 Gennaio 2019

    Colpisce questo inizio del libro di Isaia, proprio nel primo versetto, per la contrapposizione delle visioni di 1 solo profeta per 4 re. Richiama l’unicità di Dio e la Sua “visione unitaria”, nell’eterno, del procedere della storia nel tempo.
    È rimasta sola la figlia di Sion. Figlia del monte Sion, la rocca, il monte ove sorge il Tempio del Signore degli eserciti, ovvero Gerusalemme e la Giudea («Visione che Isaia, figlio di Amoz, ebbe su Giuda e su Gerusalemme»).
    «Dalla pianta dei piedi alla testa non c’è nulla di sano, ma ferite e lividure e piaghe aperte, che non sono state ripulite né fasciate né curate con olio» (v. 6). Quali sono queste ferite, lividure, piaghe aperte?
    «La vostra terra è un deserto, le vostre città arse dal fuoco. La vostra campagna, sotto i vostri occhi, la divorano gli stranieri; è un deserto come la devastazione di Sòdoma» (v. 7).
    Guardando oggi al nostro mondo viene da pensare che anche oggi vi siano ferite, lividure, piaghe aperte. Ancora le città non sono arse dal fuoco, ma certamente ve ne sono disrute dai terremoti; vi sono paesi abbandonati, città diroccate.
    Attraverso la Rivelazione Dio ce ne rivela le cause profonde: «Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me […] Israele non conosce, il mio popolo non comprende. Guai, gente peccatrice, popolo carico d’iniquità! Razza di scellerati, figli corrotti! Hanno abbandonato il Signore, hanno disprezzato il Santo d’Israele, si sono voltati indietro. Perché volete ancora essere colpiti, accumulando ribellioni?» (vv. 2-5).
    Quando l’uomo si ribella al Signore, piano piano tutto si devasta e alla fine, persino la natura, creata per essergli sottomessa, si ribella all’uomo.

  2. Giovanni 2 Gennaio 2019 — Post Author

    Traduzione letterale
    1 Visione che Isaia, figlio di Amoz, vide riguardo a Giuda e a Gerusalemme ai giorni di Ozia, Iotam, Acaz ed Ezechia, re di Giuda.
    2 Ascoltate, cieli, e porgi l’orecchio, terra, poiché il Signore ha parlato: «Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi hanno prevaricato contro di me.
    3 Il bue conosce il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone, ma Israele non ha conosciuto, il mio popolo non ha compreso».
    4 Ohi, nazione peccatrice, popolo carico di colpe, stirpe di malvagi, figli dissoluti! Hanno abbandonato il Signore, hanno oltraggiato il Santo di Israele, si sono volti indietro.
    5 Dove sarete colpiti ancora? Continuerete la disubbidienza? Ogni testa è [preda] della malattia e ogni cuore è debilitato

    6 Dalla pianta del piede fino al capo non vi è nulla di integro: ferita, lividura e piaga purulenta. [Quelle] non sono state premute né fasciate e [questa] non è stata lenita con olio.
    7 La vostra terra è una desolazione, le vostre città sono bruciate al fuoco, gli stranieri divorano il vostro suolo davanti a voi e la desolazione è pari a quello che fu lo sconvolgimento degli stranieri.
    8 La figlia Sion è rimasta come una capanna in una vigna, come un riparo notturno in un campo di meloni, come una città assediata .
    9 Se il Signore degli eserciti non avesse fatto rimanere per noi un piccolo resto, saremmo divenuti come Sodoma, saremmo simili a Gomorra.

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