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La fede

Il termine fede deriva dal sostantivo latino “fides, -ei”; ha molteplici significati, tutti connessi però al concetto di credibilità, di fiducia; fides è anche la parola data, la promessa, il giuramento.

«Come dice il Concilio di Trento, facendo proprio con scrupolosa fedeltà il pensiero di San Paolo (cfr. Rom. 3,21-28), “fides est humanae salutis initium, fundamentum et radix omnis iustificationis” (Sess. VI, c. 8), la fede è l’inizio dell’umana salvezza, il fondamento e la radice d’ogni giustificazione, cioè della nostra rigenerazione in Cristo, della nostra redenzione e della nostra presente ed eterna salute. “Senza la fede è impossibile piacere a Dio” (Ebr., 11,6) […] la fede è per noi questione di vita» (Paolo VI, Udienza Generale, Mercoledì, 30 ottobre 1968). La prima cosa che ci viene detta sulla fede è che essa è l’inizio della umana salvezza. Veniamo subito posti davanti al fatto che essa è l’inizio ed è quindi determinante in relazione alla salvezza.

Essa «è fondamento», dice l’Apostolo «delle cose che si sperano» (Ebr., 11,1). Il termine fondamento significa “base, sostegno, complesso di prove, indizi, principi su cui appoggia e si erge la dottrina, la tradizione, la credenza”. Come non si può costruire una casa che partendo dalle fondamenta e, senza di esse la casa non ha alcuna tenuta e facilmente crolla non appena sopravvenga qualche calamità, così una religiosità che non si fondi sulla fede è come una casa che non abbia fondamento. Gesù stesso ci insegna questo nel Vangelo di Matteo: «Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande» (Mt., 8,24-27).

L’ascolto della Parola costituisce, dunque, la base della fede, come dice Paolo: «Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati? Come sta scritto: Quanto son belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene! Ma non tutti hanno obbedito al vangelo. Lo dice Isaia: Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo» (Rom., 10,14-18). Come dice ancora il Proemio della Costituzione dogmatica Dei verbum: «Il Sacro Concilio […]intende proporre la genuina dottrina sulla divina rivelazione, affinché per l’annunzio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami».

La Chiesa cattolica ci dice poi che essa è una virtù. Il termine virtus indica l’insieme delle doti, qualità naturali buone fisiche e morali caratteristiche dell’uomo, che definiscono un uomo e che sono attinenti alla sua natura cioè a ciò che è creato. La fede, tuttavia, è una virtù soprannaturale cioè al di sopra di ciò che è conforme alle leggi della natura, di ciò che è riguardante la natura, di ciò che è creato. Essa quindi è generata in noi solo ed esclusivamente da Dio stesso mediante l’ascolto della Parola della predicazione evangelica.

La Dei verbum ci dice: «Perché si possa prestare questa fede è necessaria la grazia di Dio che previene e soccorre e gli aiuti interiori dello Spirito santo, il quale muova il cuore e lo rivolga a Dio, apra gli occhi della mente, e dia a tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla verità».

Per prima cosa la Grazia di Dio è conditio sine qua non; senza di essa cioè l’uomo è privo della possibilità di prestare a Dio l’obbedienza della fede: «Perché si possa prestare questa fede è necessaria la grazia di Dio».

Dunque la fede è inizio dell’umana salvezza, puro dono di Dio e, d’altra parte, «perché si possa prestare questa fede è necessaria la grazia di Dio». Viene naturale chiedersi come arrivi a noi la Grazia di Dio senza la quale non possiamo neppure incominciare a camminare nell’obbedienza della fede e quindi, poi, intendere ciò che Dio dice rivelandosi all’uomo.

Ma questo è l’argomento del prossimo articolo:

La fede e la grazia preveniente

 

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